Teak

DENOMINAZIONE LOCALE O DEL COMMERCIO: India: sagun, shegun, tekku; Birmania: teak, kyun; Thailandia: teak, sak, may sak; Laos: teck; Indonesia: djati, giati. Le denominazioni commerciali generalmente specificano la provenienza: malabar teak (India), moulmein o rangoon teak (Birmania), giava teak (Indonesia).
ZONA GEOGRAFICA D’APPROVVIGIONAMENTO: l’area di vegetazione spontanea copre le foreste a latifoglie mista di pianura o collina (sotto i 900 m .), dell’Asia Meridionale, della penisola indiana al Laos a al Viet Nam: del tutto indigenizzato il Teak deve considerarsi a Giava e altre isole minori dell’Indonesia; colture sperimentali si hanno poi in varie zone tropicali e subtropicali non asiatiche. Le disponibilita’, severamente controllate in base alle provvigioni esistenti, e al non elevato incremento, sono piuttosto modeste.
ESSICAZIONE: all’aria libera avviene lentamente, ma senza troppi inconvenienti quali fessurazioni, spacchi o imbarcamenti: Per l’essiccazione in forno occorre fare molta attenzione perche’ il contenuto di umidita’ puo’ variare di molto da tavola a tavola
SFOGLIATURA E TRANCIATURA: avvengono abbastanza agevolmente.
UNIONI CON CHIODI E VITI: di facile esecuzione e di buona tenuta.
INCOLLAGGIO: puo’ talvolta riuscire difficile a causa della presenza nel legno di secrezioni oleo-resinoso. Viene consigliato di procedere sempre, prima dell’incollaggio, ad una accurata carteggiatura per rinfrescare e pulire le superfici.
PIALLATURA E PULIMENTO: avvengono bene purche’ i ferri di lavorazione siano con taglienti freschi di affilatura.
Tinteggiatura E Verniciatura: queste operazioni non sono agevoli per la gia’ citata presenza oleo-resine, ma d’altra parte non sono eseguite che rarissimamente dato che la finitura piu’ pregiata e’ quella in tinta naturale e senza verniciatura.
IMPIEGHI: il primo impiego, che ha fatto conoscere il Teak e le sue ottime caratteristiche e’ stato quello per le costruzioni navali, sia per fasciame che, soprattutto, per pavimentazione dei ponti. In secondo luogo sono da citarsi strutture e costruzioni esposte alle intemperie, infissi da esterno o da interno, intelaiature per serre, mobili da giardino ( per i quali non occorrono verniciature), mobili di lusso, liste da pavimento, fondi o pareti di veicoli, arredamento e decorazioni, sia in pozzi massicci che in impiallacciature, banchi da laboratorio, contenitori per acidi, torneria.
COLORE: allo stato fresco l’alburno e’ giallo chiaro ed il durame bruno-cioccolato; dopo stagionatura il durame passa al bruno-dorato con eventuali variegature bruno-scuro sino a quasi nero, oppure a bruno-verdastro o al bruniccio-grigiognolo. In Thailandia le diverse colorazioni portano nomi specifici. Apparenza e percezione tattile grassa.
PESO VOLUMICO AD UMIDITÀ NORMALE: da 0,58 a 0,70 g/cm quadri con valore medio di 650 Kg/m cubo.
TESSITURA: mediamente fine.
FIBRATURA: per la maggior parte diritta.
RITIRO: basso.
NERVOSITÀ: bassa.
DUREZZA: media.
STABILITÀ: notevole.
ODORE: vecchio cuoio.
FISSILITÀ: discreta.

